Lean Validation Canvas

Introduzione

Il Lean Validation Canvas è il modello centrale legato alla validazione che accompagnerà la startup fino alla raccolta fondi e potenzialmente anche oltre. Approfondiamolo insieme.

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Gli elementi del Lean Validation Canvas

Il Lean Validation Canvas è una struttura unica, ma possiamo identificare tre zone:

  1. La prima mostra le 3 fasi della validazione
  2. La seconda è legata alla validazione delle ipotesi principali
  3. La terza è l’archivio delle ipotesi, diviso tra vere e false.
Le tre fasi della validazione

Il processo di validazione si divide in tre fasi principali che sono anche in ordine di complessità.

  1. Nella prima fase si valida il problema attraverso delle interviste, concentrandosi solo su target e problema.
  2. Nella seconda fase si valida la soluzione attraverso un pretotipo.
  3. Nella terza fase si valida il Business Model attraverso un MVP

 

Tutte queste fasi verranno approfondite nella checklist, e in ciascuna di esse si segue lo stesso processo di validazione.

Come funziona il LVC

Target e Problema

Tutto parte con un problema e un target che percepisce quel problema. Scriviamoli su due post-it e incolliamoli nella prima riga di riquadri. Idealmente usiamo Miro per evitare spreco di carta.

Es. Persone che vogliono lanciare una startup, Non sanno come fare startup

Ipotesi principali

Essendo delle ipotesi che vogliamo validare, a loro volta si reggeranno su altre ipotesi più concrete che quindi scriviamo in altri 3/7 post-it e incolliamo nella sezione Ipotesi.

Una formula semplice per scriverle è: il problema per il target è vero perchè…

Es. i founder vogliono un aiuto nel loro percorso, vorrebbero una guida, non vogliono sentirsi soli, sono demoralizzati dalla mancanza di fondi

Ipotesi più rischiosa

Scegliamo tra tutte le ipotesi quella più rischiosa, quella su cui target e problema si reggono di più, e mettiamo il post-it corrispondente sul riquadro blu.

Es. Ipotesi più rischiosa: I founder vogliono un aiuto nel loro percorso

Validare l'ipotesi

Ora scegliamo un metodo di validazione e un criterio di successo, tenendo conto che il nostro obiettivo non è validare più ipotesi possibili, ma trovare le ipotesi più spesso vere per il nostro target.

Scriviamo quindi il metodo e il criterio su due post-it e incolliamoli negli spazi appositi.

Es. Metodo di validazione: intervista
Criterio di successo: 40% (almeno il 40% esprime un bisogno simile)

Esci dall'edificio

Approfondiremo anche questo aspetto in seguito, ma in breve è un invito ad uscire e ad incontrare le persone che sono in target per validare le nostre ipotesi, che sia tramite delle interviste, dei pretotipi o degli MVP.

Es. ci iscriviamo ad eventi di settore e facciamo delle interviste a chi pensiamo possa essere in target

Vera o falsa?

Ora che ci siamo confrontati con un numero sufficiente di persone in target, possiamo determinare se l’ipotesi che stiamo validando ha superato o meno il nostro criterio di successo. 

Se sì, benissimo, possiamo spostare il post-it dal riquadro blu alla colonna Vero e ripetere il processo di validazione con la seconda ipotesi più rischiosa, che metteremo quindi nel riquadro blu.

Se no, se quindi non ha superato il nostro criterio di successo, spostiamo il post-it dal riquadro blu alla colonna Falso, buttiamo via i post-it delle altre ipotesi non validate, e ricominciamo dal primissimo step facendo un pivot, cercando quindi un nuovo target e/o problema per sostituirli nella prima riga del LVC.

L’intero processo di validazione, specialmente per problema e soluzione, nasce proprio per essere veloce ed economico. Nel migliore dei casi si possono fare anche più di un pivot al giorno, nel “peggiore” solo un’ipotesi. 
L'archivio

La sezione finale è utilissima per ragionare su nuovi target, problema, soluzione o modello di business ogni volta che si fa un pivot. Man mano che si va avanti nel processo questa sezione si arricchirà di informazioni utilissime frutto del processo di validazione.

Soluzione e Modello di Business

Per la seconda e terza fase di validazione si seguirà lo stesso procedimento, focalizzandosi ovviamente sul nuovo elemento che andremo a inserire, quindi:

  • la soluzione nella seconda fase
  • il modello di business nella terza fase

E’ importante ricordarsi però che si potrà sempre affinare ulteriormente sia il target che il problema anche nelle fasi successive alla prima, che non sono quindi per forza definitivi dopo la prima fase.

La soluzione ideale avrà ovviamente molteplici caratteristiche, ma nei nostri post-it dobbiamo sempre riassumere come intendiamo risolvere il problema identificato.

Per quanto riguarda il modello di business, possiamo usare anche qui una parola chiave che lo identifichi, o un numero che ci ricordi a quale delle varie iterazioni stiamo facendo riferimento.

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